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Eventi trovati: 9

Bolzano
24/04/2018 20:30
Cinema

Primatologist Davis Okoye (Dwayne Johnson) shares an unshakable bond with George, the extraordinarily intelligent, silverback gorilla who has been in his care since birth. But a rogue genetic experiment gone awry transforms this gentle ape into a raging monster. To make matters worse, it's soon discovered there are other similarly altered alpha predators and these newly created monsters tear across North America, destroying everything in their path.

BolzanoSchlachthofstraße, 53/b, 39100 Bozen, ItalyITALIA
Bolzano
27/04/2018 16:30
Cinema

Minions
Film 2015 | Animazione Film per tutti 91 min.
Caratterizzato da una colonna sonora di hit degli anni '60 che permea ancora la nostra cultura odierna, Minions è prodotto dalla Illumination di Chris Meledandri e Janet Healy, ed è diretto da Pierre Coffin e Kyle Balda. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA.
I Minion vengono da lontano. Non sono nati nel laboratorio sotterraneo di Gru: la loro è una popolazione antica, che ha conosciuto la preistoria e l'Egitto dei faraoni, perennemente mossa dalla ricerca di un super cattivo da servire. Dal T-Rex a Napoleone, da Dracula allo Yeti, i piccoletti gialli hanno visto i loro padroni ideali uscire man mano dalla Storia, al punto da ammalarsi di collettiva depressione (una scena che merita). Finché un giorno, uno di loro, il minion Kevin, ha deciso di abbandonare la grotta polare del ritiro forzato e di avventurarsi fino in Florida, dove i più cattivi di tutto il mondo si trovano riuniti in convention. Di qui, lui, Stuart e Bob, voleranno poi nella swingin' London, al seguito della terribile Scarlett Sterminator, per rubare niente meno che la corona d'Inghilterra.
La squadra franco-americana che ha inaugurato con Cattivissimo Me questa fortunata serie di film ha colto nel segno nel momento in cui ha immaginato un personaggio (Gru, in quel caso, ma anche gli stessi Minion) con un'ambizione smisurata per il malaffare e un cuore limpido come quello di un bambino. In questa meravigliosa contraddizione, mai sollevata a livello esplicito ma certamente cuore della faccenda comica, c'è tutta la forza e la verità di queste fortunate animazioni. Chi, infatti, non ha mai provato maggior simpatia e interesse per i cattivi del cinema anziché per il cosiddetto eroe di turno? I cattivi hanno sogni più colorati, (dis)avventure più rocambolesche, esistenze -insomma- molto più divertenti.
Minions , che all'anagrafe è il terzo film ma biograficamente può dirsi un prequel dell'originale, porta appunto volontariamente all'esagerazione il divertimento promesso, articolandolo in quantità e virtuosismo (il viaggio dei tre protagonisti è quasi uno spin-off nello spin-off). Non manca per questo la qualità, a partire da quella della colonna sonora, decisamente sorprendente nel contesto cartoon (dai Doors a Jimi Hendrix, e poi Beatles, Who, Kinks, Stones, Donovan con l'azzeccatissima 'Mellow yellow').
Ma nel film di Pierre Coffin e Kyle Balda, tante sono anche le citazioni cinematografiche, interne alla 'trilogia' stessa (noi non riveliamo nulla, ma voi guardate in zona raggio congelante) e non solo (a Stuart è affidato il momento Ritorno al futuro, a Bob quella da Grande Dittatore e su tutta la parte britannica aleggia un'atmosfera bondiana).
Ai meno esigenti sarebbe probabilmente bastato l'impatto visivo dei micropersonaggi tutta-testa e dell'ambientazione d'epoca, il loro caos slapstick, l'irresistibile fonetica, ma il fatto che il film abbia una storia che regge è cosa gradita e ne fa un terzo capitolo a tutti gli effetti, non solo una divagazione estiva.
Manca però quella tenerezza che aveva fatto tremare all'unisono gli schermi e i cuori mentre Gru dava la buonanotte a Margo, Agnes e Edith. Per quanto in tre, nanerottoli e simpatici, Kevin, Stuart e Bob non possono competere con le sorelline adottate. Né, per dirla tutta, sembrano destinati a scalzare i colleghi e a guadagnare la prima linea com'è successo ai Pinguini di Madagascar. Per loro fortuna sembrano non curarsene e pensare soltanto: '... banana!'

BolzanoVia Roen, 9, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
Bolzano
Genießen Sie die schönsten Opern der Welt als LIVE - Übertragung aus der MET! // Il pubblico è invitato a godere delle più belle opere liriche in trasmissione diretta dal MET!

*** Jules Massenet: CENDRILLON ***
Mit/con: Joyce DiDonato Alice Coote Stephanie Blythe
Dirigent/Direttore d'orchestra: Bertrand de Billy
Produktion/Produzione: Laurent Pelly

Gesungen in Französisch (mit deutschen Untertiteln)
Cantato in francese (con sottotitoli in tedesco)

Sichern Sie sich Ihren Platz für ein Opernfest der Extraklasse! // Si assicuri un posto per una festa dell'opera lirica senza precedenti!

Alle Informationen zum Vorverkauf erhalten Sie auf www.cineplexx.bz.it oder an unseren Kinokassen!
Tutte le informazioni sulle modalitá dell'acquisto dei biglietti sono disponibili sulla pagina web www.cineplexx.bz.it!
BolzanoSchlachthofstraße, 53/b, 39100 Bozen, ItalyITALIA
Bolzano
04/05/2018 20:45
Cinema
A Single Man

Regia di Tom Ford. Con Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, Matthew Goode, Jon Kortajarena. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2009, durata 95 minuti.

Tom Ford debutta con un melodramma impeccabile come un paio di Oxford lucidate a specchio.

TRAILER https://www.youtube.com/watch?v=sA_U7mxonAs

Los Angeles, 1962. George Falconer è un uomo solo. Professore inglese di letteratura all'università, George ha perso in un incidente il compagno amato da sedici anni. Incapace di reagire al lutto e all'afflizione, riordina carte, oggetti e sentimenti e decide di togliersi la vita con un colpo di pistola. Proveranno a 'ripararlo' e a trattenerlo sul baratro, Charley, una vecchia amica delusa e disillusa, e Kenny, uno studente disponibile e sensibile. Spiegati i missili nucleari a Cuba e puntata l'arma alla tempia, la 'crisi' pubblica e privata è destinata a esplodere o a rientrare.
Una cravatta, un paio di gemelli, un paio di scarpe, una lettera, due lettere, un vestito regalato e poi indossato, un libro mai chiuso, un disco ascoltato: oggetti scoperti dalla macchina da presa di Tom Ford, abbandonati nelle inquadrature come indizi, tracce, segni, impronte del destino. Quello di un uomo rimasto solo con ciò che resta di ogni storia e di ogni amore, non il corpo di chi li ha vissuti e consumati ma le cose che lo hanno messo in comunione con l'altro da sè. Lo stilista statunitense che ha rilanciato le case di moda Gucci e Yves Saint Laurent debutta alla regia, impeccabile come un paio di Oxford lucidate a specchio.
Trasposizione del romanzo omonimo di Christopher Isherwood, A single man è un film di oggetti, colori, spazi, suoni, che funzionano come 'luoghi' in cui le vite si incrociano e si separano, in cui il desiderio ha lavorato e continua a lavorare, raccontando dentro un frammento tutte le storie (d'amore) possibili, tutte le storie del mondo. Sospeso dentro l'ultimo giorno di un uomo e dentro la perfezione formale del suo décor, A single man è un mélo intessuto di atti mancati e infiniti (rim)pianti. Fermamente agganciato a un presente che non ha alternative, nel (melo)dramma di Ford la dialettica dei sentimenti resta prigioniera di malinconiche allucinazioni retrò o di fughe in avanti verso un tempo scaduto. Il professore di Colin Firth, portatore di un dolore universale, vive (e muore) nell'attesa del ricongiungimento all'amato. I due amanti sono corpi a distanza destinati a riunirsi in un bacio e dentro una fotografia che riesce a scolpire i colori anche nel buio e nel fuori fuoco. Il lutto è allora lo spirito della scena, espresso in termini di dolore e obbediente all'imperativo melodrammatico della dismisura, degli eccessi e delle ferite.
Senza esaurire i contenuti nel glamour di superficie, A single man si sottrae alle polarizzazioni manichee del melodramma, riuscendo emotivamente ancora più insostenibile. La 'guerra fredda' che ossessionava gli americani negli anni Sessanta è sgelata e infiammata dalla fotografia di Eduard Grau e dalla musica (addizionale) di Shigeru Umebayashi (In the Mood for Love), sublimi orchestratori di note e luci, ossessionati, come il protagonista, dalla bellezza e dall'armonia perduta. Colin Firth, lubrificato dalle lacrime, è un corpo assediato da un sentimento di resa e agitato da pulsioni di morte, che si rivela parlando e patendo dentro gli abiti di Tom Ford.
È l'uomo solo che non rifiuta mai la gioia e neppure la sofferenza. L'attore inglese lascia magnificamente affiorare la verità del personaggio, abbandonando la pesantezza della corporeità e facendosi assolutezza del sentire, offrendosi come frontiera dell'amore e aspettando la morte sazio di vita.
BolzanoVia Roen, 29, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
Bolzano
11/05/2018 20:45
Cinema
Freeheld

Regia di Peter Sollett. Un film con Julianne Moore, Ellen Page, Michael Shannon, Steve Carell, Anthony DeSando. Titolo originale: Freeheld. Genere Commedia drammatica - USA, 2015, durata 103 minuti.

Dramma sociale e politico sincero, Freeheld partecipa a un contesto globale di ripresa e di confidenza nell'America democratica e progressista contro l'opposizione al riconoscimento dei diritti degli omosessuali.

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=CS-k2K5Ko4Q

Laurel Hester è un detective di polizia nello stato del New Jersey. A fianco del suo partner, Dane Wells, combatte il crimine, colleziona articoli delle sue indagini e sogna di diventare tenente. Riservata sulla sua vita sentimentale, Laurel vive la sua omosessualità lontana da casa e dal suo dipartimento. L'incontro con Stacie, una giovane donna che aggiusta motori e cambia le ruote in sette minuti e una manciata di secondi, la induce però a rivelarsi e a rivelare al mondo il suo orientamento sessuale. Laurel e Stacie comprano una casa, 'adottano' un cane, coltivano il giardino e si certificano 'coppia di fatto'. Ma il loro amore è interrotto dalla malattia di Laurel, a cui viene diagnosticato un cancro ai polmoni. Laurel chiede che la sua pensione venga destinata alla sua compagna, per garantirne la casa e il futuro. La sua richiesta verrà respinta ma Laurel non rinuncerà a lottare per i suoi diritti.
Ispirato a una storia vera, Freeheld appartiene alla categoria meno immaginativa della fiction hollywoodiana. Quella di fattura didattica destinata a collezionare statuette per il soggetto edificante, la coscienza politica e l'impressionabile interpretazione dei suoi attori. Cancer movie e dramma civile sui diritti degli omosessuali, il film di Peter Sollett si inserisce tra Dallas Buyers Club e Milk, con cui condivide la rivolta di un individuo contro il sistema e dentro uno contesto burocratico. Nonostante la sobrietà della messa in scena, che lascia spazio alla prova delle due interpreti principali (Julianne Moore ed Ellen Page), Freeheld soffre una dimensione agiografica ed è affetto da una sorta di freddezza, di assenza di empatia, che desiste e rende le protagoniste poco coinvolgenti. Quando si racconta un'icona, come fu Laurel Hester, la prima donna americana a richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e a ottenere l'apertura sui diritti civili delle coppie di fatto, è necessario avere e praticare una resistenza fuori dal comune. Resistenza utile a non cedere a quella sorta di codice retorico elaborato da Hollywood sul tema. Dall'altra parte dello schermo ce ne vuole altrettanta per resistere alle emozioni e agli argomenti, per restare lucidi sul soggetto e sull'ammirazione che muove la sua eroina.
Il dramma di Sollett, proprio come quello di Gus Van Sant, mette in scena la liberazione di chi non solamente non ha più bisogno di nascondersi ma decide di prendersi un (sacrosanto) posto in prima fila. Ma se questo rinnovamento faceva grande l'attivista politico di Sean Penn e mostrava la presa di coscienza del suo carisma e l'apprendistato del gioco politico, la presenza di Julianne Moore, nonostante un'incandescenza che appartiene solo a lei e che abbaglia anche sotto il biondo che le impone il personaggio, non è sufficiente a compensare la valanga di convenzioni narrative che non prevedono zone d'ombra o di incertezza. Come Milk anche Laurel ignora a lungo il suo destino. Fino all'età di cinquant'anni l'omosessualità di Laurel è un affare privato che scoprirà soltanto attraverso la relazione con Stacie la dimensione pubblica, l'idealismo tenace, il fervore, la combattività, la possibilità di pensare una 'riforma' profonda di tutti i conservatorismi fomentati dalla paura. La parte sentimentale occupa una porzione congrua del film che poi cede il passo a una pubblica istruttoria, al ritratto della struttura ideologica dominante e alla lotta, affrontata con lo stile sciolto di Steve Carell e quello introverso di Michael Shannon.
Dramma sociale e politico sincero, Freeheld partecipa a un contesto globale di ripresa e di confidenza nell'America democratica e progressista contro l'opposizione al riconoscimento dei diritti degli omosessuali, senza procurare tuttavia la pienezza affettiva ed estetica di Milk, trovare la volontà politica di Sean Penn o segnalare una prestazione fuori norma come quella di Matthew McConaughey.
BolzanoVia Roen, 29, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
Bolzano
Più buio di mezzanotte

Regia di Sebastiano Riso. Con Davide Capone, Vincenzo Amato, Lucia Sardo, Pippo Delbono, Micaela Ramazzotti. Genere Drammatico - Italia, 2014, durata 94 minuti.

Una storia di formazione, fragile come il suo protagonista, che si prende il rischio di raccontare il divenire sociale.

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=cNajWI5se-I

Davide vive a Catania, ha quattordici anni e tanta voglia di cantare. A impedirlo è un padre incapace di affrontare la sua adolescenza e di comprendere la sua natura. Perché Davide ama i ragazzi, porta lunghi capelli rossi e arde dal desiderio di calcare il palcoscenico della vita. Figlio di un padre ostile e di una madre amorevole ma incapace di proteggerlo dalla collera del marito, Davide fugge di casa e trova rifugio a Villa Bellini, un parco di anime perdute che cercano disperatamente il loro posto nel mondo. Accolto e amato finalmente per quello che è, Davide sembra ritrovare fiducia, provando a capire quello che vuole veramente e quello che non vorrà mai. Ma il buio, cupo e profondo, vincerà la sua luce, costringendolo a cedere, a scegliere, a urlare.
Opera prima di Sebastiano Riso, Più buio di mezzanotte è un storia di formazione fragile come il suo protagonista, che il mondo e la vita possono rompere con facilità. Tutt'altro che inconsistente, la fragilità del film va intesa in senso proprio e con riferimento alla condizione emotiva di Davide, adolescente e indicatore di quel disagio adolescenziale che è parte integrante del percorso di emancipazione e di autonomia dalla famiglia d'origine. Uno scatto naturale e inevitabile, vissuto dal protagonista come momento di eroismo e come atto di sfida alla conformità e a un genitore determinato a espropriarlo delle sue fantasie a favore delle proprie. Sebastiano Riso coglie molto bene lo 'straniero interno' che vuole (e deve) affermare la sua diversità, disgiunto da quello, altrettanto intenso, che vuole appartenere a qualcuno, essere accolto e integrato. Lo sguardo del giovane autore filma il suo protagonista senza esibirlo, trattenendosi dietro una porta a vetri mentre il corpo di Davide diventa abile all'amore o sottraendosi con un'ellissi temporale alla sua violazione. Considerato 'imperfetto' dal padre, che prova a correggerlo con 'iniezioni' di virilità e a negare la legittimità del suo essere al mondo così com'è oggi, Davide dà voce e accordo a un 'parco' di anime belle e in via di costruzione che non vedranno mai l'aurora della vita. Davide, Rettore, Meriliv, Wonder sono polaroid fotosensibili che 'bruciano' in sessanta secondi e soffrono l'esposizione alla luce, sono 'prinçese' che sognano 'bisturi taglienti' mentre le 'macchine puntano i fari sul palcoscenico delle loro vite'. Vite che gli adulti, fuori campo, non rispettano nella dignità del loro stato specifico, impedendo a suon di cazzotti di realizzare le esigenze esistenziali che le caratterizzano nel loro presente e non solo in prospettiva di quello che sarà il futuro. Sul campo restano gli effetti e i risvolti rivoltanti degli adulti, che comprano con due panini il sogno adolescente, pensando a quello che non sono mai diventati, che gli rubano tutta la bellezza, avidi di quella che non li ha mai abitati.
Muovendosi tra il pop melodico di Donatella Rettore ('Amore Stella'), motivo guida del film, e la canzone d'autore di Fabrizio De André ('Prinçesa'), suggestione che dice del chiaroscuro dove si nasce e delle odiose classificazioni sessuali, Più buio di mezzanotte stigmatizza l'adolescenza come momento di disordine da guarire e l'adolescente come soggetto da normalizzare. Lo fa con qualche refrain di troppo ed esagerando la rinuncia esistenziale dei 'grandi', ma prendendosi il rischio di raccontare il divenire sociale e un malessere che c'è e che va affrontato, per rendere meno accidentato il percorso di sviluppo degli adolescenti e per impedire che si trasformi in una problematica più complessa.
BolzanoVia Roen, 29, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
Bolzano
25/05/2018 20:45
Cinema
Bent

Regia di Sean Mathias. Un film con Brian Webber, Nikolaj Coster-Waldau, Gresby Nash, Peter Stark, David Phelan, Crispian Belfrage, Stefan Marling, Suzanne Bertish, Jude Law, Clive Owen. Cast completo Titolo originale: Bent. Genere Drammatico - Gran Bretagna, Giappone, 1997, durata 105 minuti.

Una tragedia ignorata: l'olocausto degli omosessuali nella Germania nazista.
TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=TtcfmJG3JnE

Film che racconta la tragedia dell'olocausto degli omosessuali, ambientato a Berlino nel 1934, quando iniziarono le persecuzioni dei gay. Max frequenta i cabaret della capitale del Reich e convive con Rudy, un ballerino da cabaret. Dopo l'assassinio brutale, da parte delle SS, di un SA con cui Max aveva trascorso la notte, comincia una fuga tragica insieme a Rudy, che viene presto ucciso, e che termina a Dachau. Qui Max, che reca la stella gialla degli ebrei, incontra Horst, che ha impresso il triangolo rosa, segno distintivo degli omosessuali. Insieme, i due uomini cercano di sopravvivere nel campo di concentramento.
BolzanoVia Roen, 29, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
Bolzano
08/06/2018 20:45
Cinema
Human
Un film di Yann Arthus-Bertrand. Titolo originale Human. Documentario, Ratings: Kids+13, durata 191 min. - Francia 2015.
Una straordinaria capacità di sintesi che ne fa un'opera straordinaria che merita una straordinaria attenzione
Giancarlo Zappoli * * * * -

TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=azvI3PUGizs
RASSEGNA: https://www.facebook.com/events/1773743569560944/

Nel corso di due anni il regista Yann Arthus-Bertrand insieme alla sua troupe ha realizzato 2.020 interviste in 60 Paesi dando voce a chi spesso non ne ha. Ha poi alternato le stesse in montaggio utilizzando immagini aeree del Pianeta in cui Umanità e Natura si fondono in immagini di forte impatto. Le domande che gli intervistatori (che non compaiono mai e di cui non si sente la voce) ponevano erano di questo tenore: Si sente libero? Qual è il significato della vita? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare e che cosa ha imparato da essa? Qual è il suo messaggio per gli abitanti del pianeta?
Non è facile dare voce, senza cadere nella retorica più abusata, ai sentimenti più intimi di persone che si sanno inquadrate in primo piano e, soprattutto, non è facile trarne un'opera imponente che attiri l'attenzione di spettatori che di giorno in giorno sembrano essere sempre più desiderosi di messaggi brevi che vadano diretti al bersaglio.
La scommessa di Arthus-Bertrand poteva sembrare sulla carta improba e invece è proprio la straordinaria capacità di sintesi che ne fa un'opera straordinaria che merita una straordinaria attenzione. Povertà, guerra, violenza privata, omofobia e innumerevoli altre condizioni umane vengono affrontate da coloro che accettano di mettere in comune il proprio pensiero e le proprie culture con interventi brevi ma tutti efficaci. A partire dal primo in cui il soggetto intervistato spiega come da un delitto efferato possa nascere una nuova consapevolezza sul significato dell'amore.
Le interviste sono suddivise in blocchi a cui fanno da separazione immagini di spazi in cui talvolta gli esseri umani sembrano perdersi e talaltra in cui se ne percepisce la fatica o la gioia collettive. Il pregio più evidente dell'operazione (che si è strutturata in molteplici possibilità di proposta anche dal punto di vista della durata in modo da ottenere la più vasta diffusione possibile offrendone copie gratuite per la proiezione) è quello di riuscire a ricordarci che gli esseri umani possono essere molto di più che 'individui'. Basta considerarli come persone. È quanto Arthus-Bertrand sa fare. Come ci ricorda: 'Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l'impressione che l'umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché? Non ho cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell'uomo stesso. Nei visi, negli sguardi e nelle parole trovo un potente mezzo per arrivare alle profondità dell'animo umano. Ad ogni incontro, ci si avvicina di un passo. Ogni storia è unica. Nell'esplorare le esperienze dell'Altro, ero in cerca di comprensione'.
Dinanzi alla domanda su che senso abbia la vita uno degli intervistati inizialmente si ritrae e poi trova una sintesi perfetta: 'Far sì che il messaggio che ognuno di noi bambino porta in sé arrivi all'adulto che diverrà senza disperdersi'. È solo una delle innumerevoli occasioni di riflessione che il film offre.
BolzanoVia Roen, 27, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
Bolzano
05/10/2018 20:45
Cinema
Rassegna Natura perversa (Videodrome doc)
Proiezioni in alta definizione e audio surround !!

'Cos'è questa guerra stipata nel cuore della natura? perché la natura lotta contro se stessa? perché la terra combatte contro il mare? c'è forza vendicativa nella natura. ' cit.

Nella moltitudine di produzione di tipo documentaristico, poche sono quelle che indagano in maniera approfondita sul particolare legame anche psicologico che lega l' uomo agli animali. La nostra scelta, anche questa volta è radicale.
Si inizia quindi con l'incredibile discesa nella follia di un uomo che dichiara guerra alla società per 'entrare' nel mondo degli orsi grizzly.
Dalla contemplazione della natura al totale abbacinamento della ragione. Il potente Ursus arctos horribilis, come le sirene di Ulisse sarà per lo sventurato protagonista il capolinea di una esistenza al limite.
Dagli stati uniti invece l'incredibile storia dell'orca Tilikum, che in trent'anni di onorato servizio come 'giocattolino' nel parco aquatico Seaworld scatena la sua vendetta personale.
Nonostante gli oscuri presagi, la direzione del parco chiuderà gli occhi e il delfinide mieterà silenziosamente diverse vittime. Una critica feroce e animalista al sistema di business che sfrutta gli animali nei parchi acquatici e, allo stesso tempo, (almeno per noi) un omaggio all'ultraviolenza rivoluzionaria dei cetacei odontoceti.
Dulcis in fundo la cronistoria della scimmietta Nim Chimsky, vero e proprio esperimento vivente sul linguaggio dei segni. Una equipe di giovani biologi e naturalisti figli dei fiori negli anni '60 cresce una scimmia come fosse un loro pargolo.
La scoperta dell'umano troppo umano senza limiti, fino all'estreme conseguenze.
La scimmia una volta adulta non farà altro che esprimere i propri comportamenti edonistici e più bestiali.
Vedere Nim, da tenera scimmietta a bestia di 70kg farsi le canne d'erba, imbrogliare e poi maltrattare i propri compagni umani non ha prezzo.



VIDEODROME, via Roen 6
ogni ultimo venerdì del mese. inizio h 20.45
ingresso € 5 riservato ai soli soci (tessera sociale 2016-17 € 5)

ven 27 gennaio h 20.45 - Grizlly man, Un film di Werner Herzog. Documentario, durata 103 min. - USA 2005.

https://www.facebook.com/events/1775299766074969/


ven 24 febbraio h 20.45 Blackfish, Un film di Gabriela Cowperthwaite. Documentario, durata 90 min. - USA 2013.

https://www.facebook.com/events/1585971105045791/


ven 31 marzo h 20.45 Project Nim, Un film di James Marsh. Con Herbert Terrace, Stephanie LaFarge, Jenny Lee, Laura-Ann Petitto, Joyce Butler.

https://www.facebook.com/events/1740964226165712/
BolzanoVia Roen, 27, 39100 Bolzano BZ, ItalyITALIA
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